la ricaduta

Niente, sarebbe successo… ne ero consapevole. non mi sono mai sopravvalutata…

insomma ieri sera la ricaduta. Ma può succedere, anche se sono arrabbiata con me stessa…è la seconda volta.

Comunque oggi devo andare a fare una commissione. mi sento un pò colpevole a prescindere comunque.

sono qui che rifletto che sono proprio stata fragile e debole.

senza un minimo di carattere.

ormai è andata. spero di fare meglio nei prossimi giorni.

perdere

Non scegliamo il quando, il come, il dove. La vita si apre e si chiude senza chiedere permesso, come una porta mossa dal vento. Lo vedo qui, lo vedo fuori, nella mia quotidianità: persone che perdono qualcuno, e ogni volta il mondo sembra fermarsi un istante.Eppure, se qualcuno ci insegnasse che la Morte — sorella dell’arte, della musica, del silenzio — non è un mostro da temere, ma un passaggio, un cambio di luce, forse respireremmo con meno paura.Siamo cresciuti dentro una normalità che ci addestra a fuggirla, a non nominarla, a far finta che non esista. Ma la verità è che ci attraversa, come attraversa ogni cosa viva.Forse dovremmo solo imparare ad amarci un po’ di più, a tenerci stretti mentre siamo qui, a riconoscere che ogni incontro è un dono fragile, ogni gesto un frammento di eternità.E allora sì, forse la fine non sarebbe più un abisso, ma l’ultimo accordo di una melodia che continua a vibrare anche dopo il silenzio.

oggi è stata pesante.

ci sono delle giornate pesanti… pesanti da farti pensare ma perché devo mettere tutto sto impegno per poi sentirmi svuotata.

il gioco non ha senso.

ma proprio no

Ci sono decisioni difficili da prendere, decisioni che lasciano tutto lì e ti fanno riflettere.

Dopo aver deciso devi poi elaborare.

E io sono una che elaborare molto troppo

devo sospendere

Quella notte

Che ne puoi sapere di ciò che ho pensato quando quel bicchiere, quella notte, si è frantumato in mille pezzi…

Tra quei frammenti, uno è entrato nella carne: affilato, tagliente. Ha lasciato cicatrici alcune leggere, altre più profonde.

Un taglio dopo l’altro.

A volte il dolore fisico sembra quasi placare, per un istante, quello dell’anima.

E poi, il giorno dopo, arriva la realtà: brucia, fa male.

gestiamo

Gestiamola questa cazzo di fragilità che nell’ultimo periodo mi massacra…

Non mi sono mai accontentata… posso dire che mi sono resa conto che ci sono molte vipere?

Ho imparato a tenere le distanze, quelle giuste…

quelle che mi fanno bene, non per qualcosa, ma di finire in mezzo a pettegolezzi o cattiverie, non ho tempo

lavorare con troppe donne non aiuta.

che poi dovrebbero fare gruppo. Ma ci sono quelle che passano il più del tempo a buttarsi merda addosso.

io dico quello che penso a costo di risultare antipatica…

Chiedo solo di parlarmi se strettamente necessario. Diversamente evitatemi.