0.10

incredibile, appena rientrata a casa una piomba, erano le 21.30..mi sono costretta a cenare, il pranzo l ho saltato…

a parte una pallina di profitterol.

adesso alla bell’ ora di mezzanotte e oltre, mi trovo sdraiata nel letto occhi a palla e gatti che mi tormentano.

mi rifiuto di prendere qualcosa per dormire, il sonno mi deve venire naturalmente…

tutte le notti la stessa storia, ma a volte un po piu leggera…

vabbe provo a leggere magari il sonno arriva e magari faccio anche sogni belli, magari un po porno 🤣🤭🤣

Parole

Quella stretta allo stomaco è una morsa. Ti schiaccia le viscere, ti toglie il respiro. La rabbia è lì, accumulata, compressa, pronta a esplodere ma costretta a restare dentro. Ti hanno insegnato a parlare, a spiegare, a condividere. Ma non sempre parlare salva. A volte l’unico modo per non farti a pezzi è sparire.

Conosci bene quella lucidità malata che annuncia la fine di un rapporto, qualunque esso sia. Arriva prima della rottura, prima delle parole. Sai già come andrà a finire. Non riesci ad accettare chi è diverso da te. Non è una colpa, è un limite. Sei fatta così.

Adesso basta. Alza il muro. Difenditi. Proteggiti.

Hai già iniziato a farlo. Chiuditi nella tua bolla e resta lì. Non spiegare, non giustificarti. Esci solo quando tornerai a sentirti al sicuro. Fino ad allora, pensa a sopravvivere.

film…

certo che guardare alcuni film a quest ora della notte bisognerebbe evitarlo.

credo che farò dei bei sogni di merda..di nuovo

la ricaduta

Niente, sarebbe successo… ne ero consapevole. non mi sono mai sopravvalutata…

insomma ieri sera la ricaduta. Ma può succedere, anche se sono arrabbiata con me stessa…è la seconda volta.

Comunque oggi devo andare a fare una commissione. mi sento un pò colpevole a prescindere comunque.

sono qui che rifletto che sono proprio stata fragile e debole.

senza un minimo di carattere.

ormai è andata. spero di fare meglio nei prossimi giorni.

perdere

Non scegliamo il quando, il come, il dove. La vita si apre e si chiude senza chiedere permesso, come una porta mossa dal vento. Lo vedo qui, lo vedo fuori, nella mia quotidianità: persone che perdono qualcuno, e ogni volta il mondo sembra fermarsi un istante.Eppure, se qualcuno ci insegnasse che la Morte — sorella dell’arte, della musica, del silenzio — non è un mostro da temere, ma un passaggio, un cambio di luce, forse respireremmo con meno paura.Siamo cresciuti dentro una normalità che ci addestra a fuggirla, a non nominarla, a far finta che non esista. Ma la verità è che ci attraversa, come attraversa ogni cosa viva.Forse dovremmo solo imparare ad amarci un po’ di più, a tenerci stretti mentre siamo qui, a riconoscere che ogni incontro è un dono fragile, ogni gesto un frammento di eternità.E allora sì, forse la fine non sarebbe più un abisso, ma l’ultimo accordo di una melodia che continua a vibrare anche dopo il silenzio.