Vorrei pensare meno.

Hai presente quando cerchi di liberare la testa da tutto, ma non ti è concesso?

anche solo preparare un piatto di pasta è impensabile, difficile.

domani solo il pensiero di andare a lavoro mi crea ansia e nausea, e peggio mi sento all’idea che poi dovrò tornare a casa.

Oddio, mi sto chiedendo quale sia il mio luogo in questo momento della mia vita.

Ovunque io sia sto male. Cosa mi sta succedendo?

nulla…

poche parole, alcune volte addirittura il silenzio.

destinati a rivedere le nostre priorità.

La fatica quotidiana, che non ci da tregua.

Vorrei essere in un altro luogo, lontano da tutto ciò che ho ora.

Dove la gente non ha memoria di me, dove poter riiniziare una nuova vita.

Un luogo nuovo, una casa nuova, una vita nuova…

succederà…

me

Sono una persona attenta a non nuocere agli altri, consapevole dei miei limiti emotivi, scelgo relazioni selettive e spesso temporanee per proteggere me stessa e gli altri, cerco negli incontri umani arricchimento, autenticità e crescita interiore, privilegiando il silenzio e il confronto solo quando li ritengo davvero necessari.

posso piacere oppure no

il merlo

A volte, stremate dalla fatica, ci smarriamo ai margini della realtà.


È allora che appare un merlo dal becco arancio, come un piccolo messaggero.


Non canta: vigila.


Traccia cerchi nell’aria, ricordandoci che ogni creatura, per vivere, deve battersi.


Anche per un verme minuscolo, anche per un frammento di nutrimento.


Così ci sussurra che la vita non è resa, ma movimento:
una danza ostinata tra fragilità e desiderio.

ho due gatti…

ho due gatti che dopo 17 ore di lavoro beh appena entro in casa mi fanno saluti e un sacco di miagoli…

cercano le mie coccole, cercano amore, cercano solo di farmi bene.

loro sentono la mia stanchezza, sentono quanto una giornata può essere pesante.

sentono che ci sono giornate in cui esci di casa presto, perche sai che la Signora é in arrivo…

ero sicura non arrivasse a questa mattina la signora Teresa. Arrivata a lavoro era ancora li… mi sono seduta accanto a lei, ho detto due preghiere, ho cercato di rassicurarla che poteva essere libera di andare, che la sofferenza sarebbe terminata. Io so che sarebbe stato così.

ha resistito, ha permesso a piu situazioni di distrarmi, per poi far arrivare la chiamata.

Teresa non c’è più. I miei ragazzi sono stati bravissimi… hanno aperto subito la finestra, ho insegnato che é la prima cosa da fare…liberarla.

poi l hanno vestita, era bellissima.

sono stai bravi, bravissimi. Con amore e rispetto l hanno coccolata, nel passaggio dell’ultimo viaggio.

sono orgogliosa di loro quando si prendono cura di quell ultimo momento così importante.

i miei gatti lo sanno che la sento arrivare, la Signora.

Dopo una giornata simile, beh arrivo e loro mi vogliono piu bene