Giornata di 💩

C’è una strana, perversa forma di libertà nel concedersi il lusso di una giornata di merda. Non una di quelle subite per colpa del destino, del traffico o del maltempo, ma una di quelle giornata che ti sei fabbricata da sola, pezzo dopo pezzo, con scelte discutibili, parole di troppo o semplicemente lasciandoti andare al peggio di te.
E poi arriva il giorno dopo.
Quel risveglio pesante, in cui la coscienza ti si siede sul petto e il senso di colpa ti spalanca gli occhi. Vorresti che il pavimento si aprisse, vorresti sprofondare nella terra pur di sfuggire al peso di quell’imbarazzo bruciante. Te ne stai lì, nel buio della tua stanza, a riavvolgere il nastro degli eventi, con un solo pensiero fisso a martellarti in testa: sono una scema. Una consapevolezza amara, quasi ridicola, ma dolorosamente lucida.
Eppure, proprio mentre affoghi in quel pantano di vergogna, succede qualcosa. L’imbarazzo, lenta e inesorabilmente, comincia a sgonfiarsi. Capisci che, per quanto ridicola o sbagliata sia stata la scena, non hai fatto del male a nessuno. Le cose accadono. La vita sbanda, esce dai binari della perfezione e si schianta contro la realtà.
Ed è lì che ti rialzi. Ti scuoti di dosso la polvere di quell’incidente di percorso e, quasi senza volerlo, abbozzi un sorriso. Un sorriso storto, forse ancora un po’ tirato, ma spaventosamente umano.
Perché alla fine anche quello strappo, quella nota stonata, quel momento che vorresti cancellare dalla memoria di tutti i presenti, appartiene a te. È un frammento della tua esistenza: imbarazzante, imperfetto, ma pulsante di vita vera. Non sei un robot programmato per non sbagliare mai, né una comparsa in cerca di approvazione.
Quel momento c’è stato, ti ha travolto, ti ha fatto fare una figura ridicola. E allora?
Tu sei molto più di quel singolo istante. Tu sei l’imbarazzo di ieri, la risata di oggi e la forza con cui domani farai un altro passo. Tu sei così: meravigliosamente, unicamente imperfetta.

2 risposte a "Giornata di 💩"

  1. Rialzarsi dopo un evento spiacevole (che si tratti di una semplice figuraccia o di una vera e propria catastrofe) è fondamentale. Se invece rimani a piangere sul latte versato non fai altro che peggiorare la situazione.

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