Mi sento in una fase in cui ho bisogno di fare spazio.
Non sto fuggendo dal passato, né dai ricordi: sto prendendo distanza da ciò che mi ferisce e mi consuma.
Sto scegliendo di fare un passo indietro nelle relazioni, mantenendo solo ciò che è necessario, ciò che non posso evitare. Non per freddezza, ma per protezione.
Perché sento il bisogno che gli altri riconoscano le mie fatiche, il mio carico, i miei tempi.
Ho capito che devo essere io a salvarmi: nessun altro può farlo al posto mio.
Dentro di me convivono vuoto, debolezza, tristezza.
A volte anche una rabbia che sale senza chiedere il permesso, come un’onda che arriva alla testa.
E provo fastidio verso chi vive mettendo sé stesso al centro, come se il mondo girasse attorno ai loro bisogni.
Ora però è arrivato un momento diverso.Il momento in cui mi fermo e inizio a ricostruire.Senza giustificarmi, senza chiedere scusa, senza pensare agli altri prima di me.
Voglio ascoltare ciò che sento davvero, dare un nome al mio malessere e trasformarlo.
Voglio rimettere insieme la mia vita partendo da me — dal mio cuore, dalle mie ferite, dalla mia rinascita.
nel buio c’e sempre una via di uscita

“Nel buio c’è sempre una via di uscita.” Bellissimo!
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