Sottofondo….Einaudi, nuvole bianche. Ore 1.33
Primo capodanno di tua figlia, lontana da te, con le sue amiche, ha 16 anni.
Brindo a lei e a questo momento. Che si viva i suoi anni, con allegria e spensieratezza.
Bevo un calice di vino bianco, e rifletto a quanto difficile è mantenere la lucidità. Vorrei chiamarla, chiederle dov’è , se è tutto a posto. Mi trattengo.
Allora getto le mie emozioni qui. Le mie paure.
Lei sicuramente si sta divertendo, di cosa mi preoccupo?
Ma sono mamma, sono rimasta a casa stasera, per aspettarla, ad aspettare il momento in cui lei varcherà quella porta con le sue amiche, per andare poi a letto tranquilla. Ho chiesto di stare a casa domani, non perché avrei fatto festa, e non sarei riuscita ad alzarmi, ma perché so che poi la metro alle 3 smette di girare e se loro dovessero avere bisogno io sono a loro disposizione.
Essere un genitore solo è difficile.
Sono tante le responsabilità. Le paure non condivisibili. Ma ci sono emozioni positive, vederla uscire stasera, raggiante e bella.
Insomma, sorseggio vino e attendo.
Questo 2018 è iniziato, ha dato il via ad un altro pezzo della mia vita, ma più che mai della sua vita.
Indipendenza, cambio radicale, non avremo forse più ultimi dell’anno insieme.
Ogni cosa a suo tempo.
Questo è il suo tempo, e io mi sono messa da parte, o forse mi ci ha messa lei, ma non con volontà, ma perché è una cosa giusta e sensata.
Ogni cosa ha davvero il suo tempo, e ti ci devi abituare.
Questa è la vita. Mi sarebbe piaciuto avere la mia mamma con me questa sera. Mi manca sempre molto. Anche se spesso, non manifesto e tengo ben nascosta la sofferenza.
Ora so cosa vuol dire essere genitori.
Vuol dire rinunciare, e aspettare.
Sei grande piccolina mia…. e io ti aspetto qui