posto pubblico

il posto nel pubblico a me non interessa…forse un giorno rimpiangerò la mia decisione…ma per ora ho le idee ben chiare

io ho ancora un pò di tempo…poi vorrei tornare in comunità a lavorare…

mi piaceva così tanto… anche se poi scopri che anche quello non è un ambiente dei più sani.

il marciume è nelle persone, non nei luoghi!

parti da una cosa e ti ritrovi ad un’altra

questo mi capita costantemente!

vorrei avere la capacità di concentrazione.

Ma sono un pesce rosso!

mi distraggo e riesco a riempire la testa di idee, pensieri… momenti!

riesco a pensare che oggi è il 2 novembre, la festa dei morti, leggere mille cose su questo…e tutto ad un tratto mi ritrovo a pensare che lunedì devo portare Nick a fare i vaccini..che martedì ho colloquio a scuola, e che mi sono già riempita la settimana di appuntamenti!

e cristo oggi è solo sabato!

riesco poi a pensare che metà delle persone che ho accanto mi stanno letteralmente sui coglioni!

e che non posso scegliere di farle fuori dalla mia vita…

e mi accorgo anche di quanto la gente sia ipocrita e falsa.

dovrei, o meglio vorrei essere anche io così

ma non sono capace!

comunque oggi è solo sabato!

a breve mi tiro su da questo letto e decido cosa fare della mia giornata!

Sveglia presto…

Svegliarmi presto mi piace… poi torno ancora un pó a letto…

La routine del mattino… caffè e sigaretta …

Il medico dice che dovrei smettere di fumare …

Prima o poi ci riesco.

Dovrei provarci almeno!

Che la giornata abbia inizio

La foglia

Io sono come quella foglia – guarda –
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

(Umberto Saba)

Novembre….

Gemmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate
fredda, dei morti.

(Pascoli)