chi se ne va

quando qualcuno decide di andare via, lascia un piccolo spazio per qualcun altro.

quello spazio, inizialmente è vuoto, resti li e osservi. Osservi cosa c’è, cosa ti è stato lasciato.

un pò per volta inizi a togliere le vecchie cose che appartenevano a chi era li, i ricordi, le foto, tutto ciò che apparteneva a quella persona. Resta un ambiente vuoto.

poi giorno dopo giorno iniziano ad arrivare nuove persone, ma non tutte possono stare in quel posto, bisogna scegliere, o semplicemente fare tanti piccoli spazi, per far entrare tutti.

per poi decidere o invitare qualcuno a restare. non tutti restano. ma non importa… c’è chi va e c’è chi viene

Minestrone

Un minestrone in testa….

Mille cose, penso, inizio con una cosa, e poi mi distraggo e me ne viene in mente un’altra…ed ecco che poi cerco e navigo tra mille cose …

Vorrei essere capace a concentrarmi al 100 per 100 su una cosa.

Ho le idee chiare, ma le idee sono troppe!

il difetto

cercare del buono dove c’è marcio, fa sì che anche chi vede sempre tutto e tutti di buona luce, arrivi poi a entrare nel buio, quel buio che fa si che si cada in un baratro di tristezza, dove la fiducia inizia a vacillare. Dove si sta sul bordo del precipizio, e da li si guarda sotto, con la voglia di cadere…

questo è il dolore che alcune persone sentono, vivono…

Permettiamo agli altri di prendersi gioco di noi, invece dovremmo restare oggettivi nelle situazioni che viviamo.

riconoscere il problema

Non è solo riconoscere il problema, quello è già un bel passo avanti, ma una volta riconosciuto la cosa fondamentale è decidere di attuare un reale cambiamento.

Vuol dire a volte anche chiedere aiuto. Non aver sensi di colpa o provare vergogna.

Identificare il problema, accettare di averlo, e poi chiedere aiuto.

Questo è il giusto iter per iniziare a volersi davvero bene.

Ovviamente non è sempre facile. Le ricadute, gli errori di percorso sono li dietro l’angolo, si nascondono bene. Basta una giornata storta, troppo stress, qualcosa che fa stare male, ed è in quel momento preciso che il problema sembra la soluzione.

Invece, una volta che ricominciamo ecco che ci stiamo già facendo del male. E oltre a fare del male a noi stessi, lo facciamo anche alle persone che ci stanno accanto.

Diventiamo euforici, per poi iniziare a piangere e provare vergogna.

questa situazione dura qualche giorno, ed ecco che il problema poi riaffora.

Ecco perché bisognerebbe riconoscerlo e poi affrontarlo. Da soli è difficile. Anche perchè sottovalutiamo. L’unica cosa sensata è chiedere aiuto, e non provare vergogna.

La vergogna la lasciamo da altre parti, ci sono momenti della nostra vita in cui siamo più fragili, più deboli. Anche chi pensa di essere così forte, può avere momenti in cui tutto il mondo crolla addosso.

Bisogna affrontare e lottare. Alcune volte.