l’atto successivo

Immediatamente dopo aver scritto l’articolo precedente, mi sono alzata dal letto e sono piombata in cucina.

Ho messo su il pollo al latte e le patate novelle.

Anche stasera si mangia.

l’ansia non passa, ma ho un senso di colpa in meno. Quello di non far mangiare i miei figli stasera.

è una guerra interiore, una continua sofferenza… ma devo reagire, sperando che questa energia continui ad esserci, anche poco

Vorrei pensare meno.

Hai presente quando cerchi di liberare la testa da tutto, ma non ti è concesso?

anche solo preparare un piatto di pasta è impensabile, difficile.

domani solo il pensiero di andare a lavoro mi crea ansia e nausea, e peggio mi sento all’idea che poi dovrò tornare a casa.

Oddio, mi sto chiedendo quale sia il mio luogo in questo momento della mia vita.

Ovunque io sia sto male. Cosa mi sta succedendo?

nulla…

poche parole, alcune volte addirittura il silenzio.

destinati a rivedere le nostre priorità.

La fatica quotidiana, che non ci da tregua.

Vorrei essere in un altro luogo, lontano da tutto ciò che ho ora.

Dove la gente non ha memoria di me, dove poter riiniziare una nuova vita.

Un luogo nuovo, una casa nuova, una vita nuova…

succederà…

me

Sono una persona attenta a non nuocere agli altri, consapevole dei miei limiti emotivi, scelgo relazioni selettive e spesso temporanee per proteggere me stessa e gli altri, cerco negli incontri umani arricchimento, autenticità e crescita interiore, privilegiando il silenzio e il confronto solo quando li ritengo davvero necessari.

posso piacere oppure no

il merlo

A volte, stremate dalla fatica, ci smarriamo ai margini della realtà.


È allora che appare un merlo dal becco arancio, come un piccolo messaggero.


Non canta: vigila.


Traccia cerchi nell’aria, ricordandoci che ogni creatura, per vivere, deve battersi.


Anche per un verme minuscolo, anche per un frammento di nutrimento.


Così ci sussurra che la vita non è resa, ma movimento:
una danza ostinata tra fragilità e desiderio.